A poco a poco il cortile si riempie perchè nessuno vuole mancare all'appuntamento con R.N. e i racconti del suo tour settembrino
Professore buona sera, come si va ? Pieno di acciacchi , ma è l'età, meno male che R.N. è sempre una signorona e non si è offesa per le parole dell’altra volta
Ma che dite ? r.n. è una persona di spirito e dolce dolce come un babbà. E voi don Giovanni come state ? vi vedo allegro allegro
Si è vero sono allegro e felice perchè mia sorella , Donna Giovannina, finalmente ha trovato un fidanzato che l'adora e non sta più nei panni per la gioia , pensa sempre a lui , ed è depressa quando non lo vede, ma sapeste come è felicissima
Ma veramente ? ma voi ch edite ? come sono contenta; si anche a me fa molto piacere; e perché a me no? Povera donna era sempre così sconsolata che mi faceva star male al cuore; io ho tanto pregato perché trovasse un uomo anche lei; donna Concetta,donna Filomena avete sentito ? si , si abbiamo capito e siamo contente anche : un coro di auguri sinceri per donna Giovannina, che era stimata e voluta bene da tutti e che meritava un po’ di felicità, a detta di tutti , fatele tanti auguri da parte di tutti noi
Zitti, zitti, fa eco Pasqualino, sta arrivando r.n. , e rivolgendosi a lei " servo vostro, r.n.bella: voi mi dovete scusare per l'altra volta, ma lo sapete che io parlo senza malizia, ve lo giuri sull’anima santa di mia madre, che sta nella gloria del Paradiso ; io vi voglio bene e se voi volete vi sposo subito , peccato che non possa venire in spagna "
tu sei un simpaticone, Pasqualino, e ormai ti conosco bene ; ma se tu vuoi possiamo sempre sposarci da soli senza andare in Spagna ! e adesso perchè impallidisci ? daiiiiiiiiii stavo scherzando, dice ridendo R.N, e rivolgendosi agli altri " ora sedetevi e vi racconto come finì la prima giornata del tour”
Passai davanti al negozio di Mohamed e con dispiacere vidi che era chiuso;Uffa e adesso cosa faccio ?e passeggiando passeggiando arrivai in piazza, mi sedetti sulla scalinata a fumare una sigaretta e non vi nascondo che speravo che passasse qualcuno di interessante e al quale potessi piacere
In quel momento mi rammaricai di non aver aderito alla richiesta del maggiore col fotografo che volevano vedermi quella sera perché non mi ero stancata per niente per il viaggio stessa, ma ormai era tardi
Sapete come succede quando si sta fuori casa , i desideri diventano pressanti , e ti afferrano alla gola perché pensi che poi la vacanza finisce e bisogna tornare alla solita vita triste e sconsolata !
Improvvisamente vedo avvicinarsi un signore che mi stava guardando : allora mi alzai e aspettai che si avvicinasse , ma per non apparire sfacciata facevo finta di non guardalo volgendo lo sguardo ma guardandolo sott’occhi
Voi siete una maetra nell'arte della seduzione, esclamò Pasqualino con ammirazione e al consenso di tutti ronna ndunetta si schernisce con un largo sorriso, come per dire : lo so ma non posso dirlo io !
Tornando al racconto , Giovanniello si avvicinò e con una scusa banale, che adesso non ricordo nemmeno, attaccò bottone; ma vi assicuro che il tono e il timbro della sua voce mi fece scemare tutta la voglia che avevo
No so come spiegarvi :non era una voce da effemminato, questo no, ma era lo stesso come se lo fosse e con una cadenza compassata e seria, molto strana
Deve essere un prete, mi dissi, o un sacrestano, ma lui mi disse di no anche se per tutto il tragitto per arrivare a casa parlò di santi, madonne, processioni e della festa in onore della Madonna della prossima domenica
Per me è prete , pensavo io ma per me era indifferente e l'unico fastidio era il suo tono di parlare , ma ormai eravamo sotto casa e slaimmo sopra !
Appena entrammo in casa lui si spogliò nudo e si allungò sul letto e a me stava venendo un colpo apoplettico : vidi una specie di zucchino, piccolo, esile rattrappito, raggrinzito e tutto morbido morbido che nessuna casalinga avrebbe mai comprato, ma che dico, nemmeno guardato !
E ora che ci faccio io con questo coso ? , pensai trattenendo a stento la rabbia e la voglia di inventare qualche scusa e mandarlo via
Lui beatamente rilassato mi attirò a sè e incominciò a baciarmi : le cose migliorarono di molto perchè baciava in modo meraviglioso : e vabbè almeno questo è piacevole , mi dissi, e risposi ai baci con tutta la mia passione, dimenticando il coso piccolo e moscio
Dopo un poco mi disse : e su, fai qualche coccolona al mio fratellino minore che continuava a dormire beatamente che quasi sembrava che stesse per russare; ma vedi stasera chi dovevo incontrare : un prete e magari col voto di castità
Con un pò di riluttanza, ma sempre per fare opere di bene , incominciai a dare un bacino piccolo piccolo a quello zucchiniello addormentato e allora avvenne il miracolo impossibile : lo zucchino rattrappito si svegliò e diventò un diavolo pieno di vigore, ferreo e scalpitante come per dire : io sono qui , mi sono svegliato e voglio la parte che mi spetta
Lo zucchino striminzito e raggrinzito su cui non avresti mai scommesso o messo alcuna speranza improvvisamente era diventato una banana da dieci e lode, ma che dico? Trenta e due lodee devo confessarvi che a me fece un enorme piacere : mi sentivo come la principessa della favola che con un bacio fece diventare il rospo in un uomo : miracolo della natura !
E tu Pasqualino, non parlare, disse r.n., perchè l’aveva visto che stava per dire qualcosa
E cosa fece Giovanniello anzi cosa non fece!
Tutto con quella banana : entrava , usciva, rientrava e mettiti cosi, e dopo nell’altro modo , da sotto, da sopra , di lato : vi posso assicurare che non ce la facevo più a farlo contento e lui non mi sembrava mai stanco e mai soddisfatto , e adesso ricominciamo dall’inizio e nei momenti di pausa riuscii a farli molte foto e anche lui alla banana che entrava e usciva
Giovanni restò con me un paio di ore e devo confessarvi sinceramente che mi fece molto piacere che fosse venuto nonostante la voce strana che aveva
quando se ne andò mi raccomandò di andare a visitare la Madonna nella chiesa vicina : per me resta un prete, nessuno mi convince del contrario , ma io la mattina dopo non entrai, mi sarebbe venuto un ictus se l’avessi dovuto vedere sull’altare (già da giovanotto avevo avuto questa esperienza che ricordo ancora) : si si ci andrò domani mattina e adesso vai e ti auguro buona notte : gli dissi davanti all’ascensore e lui se ne andò contento
Chiusi l apora e andai a fare una lunga doccia fredda , ero letteralmente distrutta ( il viaggio, quello di prima, e poi Giovanniello ) , e andai a letto e da allora cominciò il mio calvario : una notte in una sauna ,nonostante il balcone tutto aperto, grondavo sudore senza smettere mai e riuscii a dormire poche ore per la stanchezza verso le cinque del mattino e cosi fu per tutte le notti , per questo restai soltanto quattro giorni e non dieci come avevo programamto
Per consolarmi pensavo che al mattino dopo sarebbe venuto Totonno
Donna Antonietta, poveretta, come hai fatto a resistere tutte le notti sveglia ? quella settimana fece un caldo eccessivo ; tutti le erano solidali
Va bene, ma Lei riuscì a resuscitare anche quello zucchino moscio ; la voce di Paqualino non poteva mancare
Sissignore, Pasquale,lo feci resuscitare veramente, avessi visto com’era prima ,non avresti scommesso neanche un centesimo perché sembrava proprio una cosa inutile e per questo io dico sempre che le faccio opere di bene , anche se tu dici il contrario
Santa vi faranno , r.n. : santo indurito miracoloso !
Ti piacerebbe che facessi il miracolo anche a te , eh Pasquale ? dimmi la verità risponde r.n. e tutti si misero a ridere
Pasquale, sorridente e spavaldo : r.n. , mannaggia a Voi, a me il miracolo avviene da solo anche solo col pensiero e voi non dovreste lavorarci !
Pasquale , urla r.n., come ti permetti adesso ? cosa è questa confidenza che ti stai prendendo ? stai fresco se aspetti me, io faccio osltanto la missionaria lontana; il miracolo tuo fallo vedere a qualcun altro e adesso arrivederci a tutti , me ne torno a casa mia a rivedere l’album delle figurine del viaggio
Pasquale ì, ma tu sei davvero un maleducato, ogni volta la fai innervosire , ci vuole un po’ di educazione, e rimproverandolo tutti se ne tornano alle loro case
PER GLI APPASSIONATI DELLA SCENEGGIATA NAPOLETANA
Chianu chianu ‘a curtile se regnett ‘e gent pecchè nisciun vulev mancà l’appuntament cu r.n. e ‘e cunt ca fa ro tur ‘e settembr
Prufussò,bona sera, cumme state? Chino ‘e malann, ma è ‘a vicchiaia, meno male ca r.n. è na signorona e nun s’è pigliata collera pe parole ‘e l’ata vota
Ma che state ricenn ? chella è na femmena ‘e spirito e roce roce cumme a na sfugliatella. E vuje, ron Giuvà, cumme v’a passat? Me parite aller aller
Si è ‘o ver, song allero e felice pecchè sorm , ronna giuvannina, finalment ha truvat n’omm ca ‘a vò bene assaje e esce pazz pe essa ; nun sta chiù int ‘e pann pa contentezza e penza semp a isso e sta moscia moscia quann nun ‘o ver, sapissv cumme è felice
‘O verament ? ma vuje che dicete ? cumme song cuntent ; sine sine, pure a me me fa assaje piacere, e pecchè a me no?; povera femmena era semp accussì scunsulata ca me faceva na pena int’o core; i aggio fatt nu sacc ‘e preghier pecchè ‘o truvass a n’ommo pur’essa; ronna Cuncettì , ronna Filumè ite sentit; si imm capit e simm cunten pur nuje; nu sacc r’auguri pe ronnaGiuvannina, che tutti ‘a vulevano bene ‘a stimavan e che s’o ammeritava nu pucurill ‘e felicità, cumme riceva ‘a gente : facitele nu munn r’augur ra part ‘e tutt quanti nuje !
E statv zitt mò, rice Pascalino, sta venenn r.d. e vutanns ra parta soja “ servitore vuost, r..d. bella, vuje m’avita scusà pe l’ata vota, ma vuje ‘o sapit i cumme song, parl senza n’ombra ‘e cattiveria,v’o giuro ncopp a l’anema santa ‘e mamma mia, ca sta inta ‘a gloria ro paravis ; i a vuje ve voglio bene e si vulit ve sposo subit subit , però nun pozz venì ‘a spagna"
Tu si nu simpaticon Pascalì e i mò te canosco buono;ma si me vuò spusà ‘o verament nce putimm spusà solamente nuje senza arrivà ‘a spagna ; e mò pecchè addivient ianc ianc ? e ja stev pazziann nu poco , rice rerenn r.n.,e avutanns a tutt quant : e mò assettatv pecchè ve rico cumme fernett ‘a prima iurnata ro tur
Passai annan ‘o negozio ‘e Mohamed e veriett ca stev nzerrat : uffaaaaaaa, che piccat, e mò che facc? E cammnann cammnann m’e truvai int’a chiazza e m’assettaje ncopp ‘e scalinat e m’appicciaje na sigaretta e nun ve nasconn che m’ess fatt piacere se ess venut coccurun che m’ess piaciut e i a iss
Int’a a chill mument penzai ‘o maggiore cu ‘o futografo e me riciett che ero stat propoto na scema a rimandà l’incontro , pecchè nun m’er stancata manco nu poco , ma mò era tardi
Sapite cumm’è quann una è sta fora ra casa soja , ‘e voglie se fanno sentì chiù assajae e t’acchiappan ‘a gola pecchè pienzi ca ‘a vacanza fernesce e pò se torna n’ata vota ‘a solita vita scucciant e sulitaria
All’intrassatt veco che sta venenn ra parte mia n’ommo che me teneva mente, allora i mi aizai allerta e aspettai ca veness chiù vicin a me , ma pe nun parè sfacciata facevo finta ‘e uardà a n’ata part ma sott’uocchi verevo iss che steve facenn
Vuje site na masta ra seduzione,ricette cu tant rispett Pascalino e tutt sò d’accordo, ma r.n.se fa nu surriso smagliant assaje, come per dicere : si avito ragione vuje,ma ì nun ‘o pozzo dicere
Turnann a nuje, chill’ommo , Giuvanniell , s’avvicinaje a me e cu na scusa ‘e niente , ca mò nun me arricodo manco, attacaje ‘o bottone , ma v’o giuro ncopp ‘a san Gennaro bello ca ‘o modo ‘e parlà me facett passà tutta ‘a voglia ca tenevo apprima
Nun v’o sacc spiegà : non era voce ‘e femmeniell,no, ma me pareva cumme fosse accussì cu na cadenza e nu tono serio e cumpasst ; mah ?
Chist è nu prevt, penzai là pe là, o nu sacrestano, nu monaco, ma lui ricette ‘e no ma pe tutt’a via parlav ‘e sant ‘e maronne ‘ chiese e ra festa ra maronna che se faceva ‘a rummeneca
Pe me è nu prevt, i ‘o continuav ‘a penzà , ma ‘a cosa nun me faceva né cavr né fridd , ‘a cosa fastidiosa era chella voce quequera ca teneva, ma oramai stevem sott casa e sagliettm ncopp!
Appena mettettem piere int’a casa iss se spugliaje annuro e se mettett luong luong ncopp’o liett e a me me venett nun colp ncapa ; veriett, miez ‘e cosss, na specie ‘e cucuzziell , suttile,rattrappito e tutto ammusciato ca nisciuna femmen ‘e casa l’avess accattat ,ma che sto ricenn ,non l’avess manc uardat
E mò i co sto coso che nce faccio? , penzai tutta nirvosa e delusa cu na voglia r’o caccià cu cocca scusa
Iss però, tutto biat, m’acchiappaje e me stregnette forte e accumincaje a me vasà cu na passione che me facett scurdà chill coso brutto : ‘e cose se mettettero meglio assaje e vabuò, me riciett, per lo meno vasa buono e me faciette piglià re sensi pur’ì e rispunniett cu ardore a chilli vasi
Roppo nu poco me ricette : e ja fagli cocca coccolla ‘a fratm ‘o picciril, ca continuava a rurmì prufondamente: poco mancava ca me pareva ca russava ; ma tu viri stasera chi mi và a capità : nu prevt c’o voto ‘e castità !
Nu poco contravoglia , ma semp pe fa opera ‘e bene, accuminciai a dà nu vasill , ma propoto nu vasill piccirill , a chill cucuziell addurmentato e fuje allora ca succerett ‘o miraculo : ‘o cucuzziell se scetaje e addiventaje nu riavolo chino ‘e foja , tuosto tuosto e scalpitante cumme ‘a che, cumme pe dicere : io stò cà, me so scetato e mò voglio ‘a parte ca me spetta
Chill cucuziell ca tu nun c’iss mai fatt affidamento o misso nisciuna spiranza era addiventato all’intrasatt na banana ra rieci ‘e lode, ma che rico , rieci ?, macchè trenta e doje lode, e aggia ricere ‘a verità, a me me facett nu piacere gruosso assaje : me parevo ‘a principessa che cu nu vas facett addiventò ommo ‘a ranogna : miraculo ra natura !
E Tu Pascalììììììììììììììì nun parlà, ricette r,n, pecchè aveva visto che iss stev ricenn coccosa
E……. che facett Giuvanniell, anzi che cosa nun facett !
tutt cose cu chella banana : traseva ,asceva, ritraseva, e miettet accusì e aropp accullì , ‘a sott, ‘a copp, ‘e scianch : ve pozzo assicurà ca io nun ne putev chiù a fall cuntent, e iss nun me pareva mai stanc e mai cuntent , e mò accuminciamm r’o cap e i int’ e mument ‘ pausa faciett nu sacc ‘e figurell e iss pur ‘a banana che se sfiziava a trasì e ascì.
Giuvanniell restaje nu pare r’ore e aggia cunfessà a virità me facett piacere assaje pure se teneva ‘a voce quequera ;
quann se ne iett me ricett : rimane matina trase int’a chiesa e và a salutà ‘a maronna : pe me rimane nu prevt , niuscun m’o leva ‘a capa, ma io ‘a matina aropp non trasiett int’a a chiesa : mess venut nu colpo se l’ess vist ncopp all’altare ( già ra uaglione aggio fatt st’esperienz ca ancora m’arrricord ), sine sine nce traso rimani matina, e mò statt buono e bona notte gli riciett nnanz ‘a scensore e accussì iss se ne scennett cuntent
Chiuriett ‘a porta e me faciett na lunga doccia , cu l’acqua fridda pecchè ero verament ‘a piezz ( ‘o viaggio, chill ‘e prim e po’ Giuvanniell) e me ne iett a cuccà e là accumenciò ‘o calvario : forse int’a ‘a na sauna ess surat ‘e meno e cu tutto che nc’è stev ‘o balcon spalancat suravo comme ‘a che , me parevo na sorgente r’acqua e chi riuscett a piglià suonno fino ‘a verso ‘e cinche ‘a matina quanno l’uocchi se chiuretter p’a stanchezza ( e accussì fu tutt ‘e nott e picciò rimaniett sulamente quatt iuorni e non rieci cumme ess vulut stà )
Pe me cunsulà chella notte penzai che ‘a matina aropp veneva Totonno
Ndunè , puverella chissà cumme ‘e fatt a resister tutte sti nuttat scetata ? chella sittimana facett nu calor ‘e pazz a tutte part , ricetter tutti quanti mettendosi int’ pann suoj :
va buò , ma essa riuscett ‘a resuscità pur chill cucuzziell ammusciat ,’a voce ‘e Pascalino nun putev mancà
Sissignore, Pascalì, ‘o faciett resuscità ‘o veramente , iss vist cumm’era apprima, nun c’iss scummiss manc nu centesimo pecchè me pareva propoto na cosa inutile , e pecciò io rico semp ca faccio opere ‘e bene, pure si tu rici ‘o cuntrario
A vuje santa ve faranno , r.n. : santustato miraculoso !
t’e piacess ‘o miraculo pure a te , eh Pascalì ? rimm ‘a virità , rispunnet rerenn r.n. e tutt se metter a rirere
Pascalino : r.n. , mannaggia a Vuje, ‘a me ‘o miraculo se fa già c’o penzier e vuje non avissav faticà assaje !
Pascalììììììììììììììì e cumme te permiett mò? Cher’è tutta sta cunfirenza ca t pigli ? staje frisc si aspiett a me, ì faccio sulamente ‘a missionaria luntana , ‘o miraculo tuoio fall verè a coccorunat e mò statv buon tutti quant , ì me me saglio ncopp ‘a casa mia e me vaco ‘a riverè l’albummo r’e fiurell ro viaggio
Pascalì, ma tu si propoto nu screanzato , ogni vota l’è fa ndussucà a r.n. e nu poco ‘e crienza ! e pigliannl a male parole se nevann tutt ‘e case loro